Avete mai pensato che anche il più piccolo atto di gentilezza, come una semplice chiacchierata, possa migliorare la giornata di qualcuno?
Nella nostra scuola, al piano terra, c’era una collaboratrice scolastica di nome Valentina, che con la sua felicità, gentilezza e disponibilità riusciva a rendere le nostre giornate più belle, forse senza nemmeno saperlo. Con lei parlavamo sempre, a volte le chiedevamo consigli o aiuto, e ci sopportava anche quando ci lamentavamo delle materie o delle professoresse che odiavamo. Per noi era un vero e proprio “supporto morale”. Durante i cambi d’ora e l’intervallo, giocavamo insieme a vari giochi, come il baratto o il lancio di gomme ed elastici.
Ci siamo affezionati tantissimo a lei. Era, ed è ancora, una figura di riferimento per noi, una persona di cui ti puoi fidare e che sai che sarà sempre lì per te.
Verso gli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze natalizie, ci fu comunicato che sarebbe andata a lavorare in un’altra scuola. La notizia ci rattristò molto e, per salutarla, iniziammo a fare cori urlando: “Va-len-ti-na! Va-len-ti-na!”. Ovviamente, così facendo, abbiamo anche fatto impazzire le professoresse che insegnavano nelle aule accanto, fino a farci rimproverare. Negli ultimi momenti trascorsi con lei, tutti scoppiammo in lacrime, abbracciandola e ripensando ai bellissimi attimi condivisi. Alla fine, lei decise persino di darci il suo numero di telefono, per poterle scrivere nel caso ci mancasse troppo.
Per fortuna, abbiamo poi scoperto che adesso lavora di nuovo nella nostra scuola, anche se ora è al primo piano. Una cosa però è certa: chiunque sia su quel piano, probabilmente la ama quanto noi!
Vania Maino