Il 28 febbraio nell’auditorium della nostra scuola abbiamo incontrato il Dottor Nicola Ungaro, direttore della U.O.C. Ambienti Naturali.
Questo incontro è stato chiamato “MAREDUCATI”, infatti il Dott. Ungaro ha presentato dei laboratori didattici di educazione al rispetto e alla tutela del mare.
Il Dott. Ungaro è un biologo marino ed è a capo dell’Arpa Puglia, un’associazione per la prevenzione e la protezione ambientale.
Innanzitutto ha descritto il ciclo dell’acqua che è a ciclo chiuso: l’acqua presente nei mari e negli oceani evapora per effetto del calore del sole, il vapore acqueo raggiunge l’atmosfera e si condensa in goccioline che formano le nuvole, l’acqua condensata nelle nuvole precipita sotto forma di pioggia.
Negli oceani e nei mari è conservata gran parte dell’acqua del nostro pianeta, infatti questi ultimi ricoprono il 70% della superficie terrestre. La profondità media dei mari è 3.700 metri, quella massima è di 11.000 metri.
Il mar Mediterraneo ricopre lo 0,7% della superficie marina globale, la sua estensione è di 4.000 km², il volume di 2,5 m³ e la sua massima profondità è di 5.000 metri.
Tra le principali caratteristiche del mare uno dei parametri da considerare è la temperatura, che dipende dall’energia del sole: negli oceani varia da -1,-2 (alla quale vivono pesci e animali a sangue freddo) a 30/35°C. Nel Mediterraneo la temperatura è costante, e aumenta da Nord verso Sud fino alle coste.
Le acque marine sono salate; la loro salinità è dovuta alla concentrazione di sali per litro d’acqua. Il pH dell’acqua è 7, un po’ più di quello basico.
Altro elemento importante sono i moti, che possono essere costanti, periodici e variabili. Quelli costanti sono le correnti, che aiutano a portare ossigeno e girano sempre; i periodici sono le maree, che possono essere alte e basse e dipendono dall’attrazione della luna; quelli variabili sono le onde.
Il mare è minacciato dalle molteplici attività dell’uomo, come il traffico marittimo, gli scarichi, gli impianti notturni che danno un colore arancione e marrone di giorno e di notte blu scintillante.
L’uomo riversa nei mari tutto ciò che non riesce a smaltire, soprattutto plastica. Le microplastiche derivano in particolare dai prodotti per la cura del corpo e sono pericolosissime per la catena alimentare. Poi ci sono i rifiuti comuni, tipo tappi di bottiglie, o le reti che i pescatori immergono nei mari per catturare i pesci e che possono rompersi e finire nei fondali.
Questo incontro è stato molto interessante, soprattutto allo scopo di sensibilizzare noi ragazzi: è nostro dovere, infatti, proteggere i mari e gli oceani dall’inquinamento; anche semplici gesti farebbero la differenza, come per esempio non gettare rifiuti in spiaggia, usare meno plastica o quanto meno usare quella riciclabile, rispettare gli animali marini.
Il mare non è nostro, ma appartiene a tutti gli esseri viventi, proteggerlo significa proteggere il nostro futuro, dunque sta a noi salvarlo.
Roberta Nitti