L’UOMO E LA CONCHIGLIA

Un uomo solitario camminando sulla riva,

trovò una conchiglia lucente e viva.

La sollevò piano, la mise all’orecchio, 

e il mare gli parlò, in un sussurro vecchio.

“Vengo dal profondo, dove ogni cosa si sofferma,

dove le onde danzano e il tempo si ferma”.

L’uomo ascoltò, con il cuore attento,

mentre la voce del mare gli sussurrava nel vento.

Ogni giorno la conchiglia gli raccontava 

di mondi sommersi, di stelle lontane.

Ma l’uomo, che cercava nel fondo del mare,

non trovava pace, aveva un solo desiderio da calmare.

Un giorno, però, il silenzio calò,

la conchiglia taceva e l’uomo si interrogò.  

Guardò l’orizzonte, il mare vivace

e comprese che il cuore, a volte, ha bisogno di pace.

Così ripose la conchiglia al suo posto,

senza più cercare risposte ad ogni costo.

Capì che nel silenzio c’è sempre un ascolto, 

e che la verità si trova lontano da ogni volto.

Gianrocco Campagna

(disegno di Lorenzo Amodio)

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