È sicuramente capitato a tutti di sentire il bisogno di sfogarsi, piangere, urlare con qualcuno, ma quel “qualcuno” non c’era.
Questa sensazione non è bella da provare, soprattutto in un periodo difficile della vita, come l’adolescenza. Quando si attraversa la fase della adolescenza, è come se tutte le cose che vedevi in un modo, all’improvviso le vedi da un punto di vista diverso, in modo negativo o viceversa.
Da adolescenti, la vita è dura, ci sono molte difficoltà da superare: la perdita di una persona cara, un brutto voto a scuola, la delusione nell’amicizia, le liti con i genitori o anche le liti tra i genitori, le pene d’amore…
Il mio problema principale è che non riesco a soffermarmi sul presente perché mi perdo nel passato e mi faccio sfuggire bei momenti della mia vita attuale.
Penso che avrei dovuto godermi di più alcune situazioni che ora non posso più sperimentare.
Sto male per un ragazzo che faceva parte della mia routine quotidiana, veniva a prendermi a scuola, lo vedevo spesso sotto casa, ci scrivevamo, veniva a casa mia, insomma stavamo tanto insieme e ora soffro perché il nostro amore è finito. Ci volevamo molto bene e mi manca.
In questa fase difficile, ho imparato, però, a capire chi sono veramente le persone di cui posso veramente fidarmi: sono poche, le conto su una mano, ma preziose. Tuttavia, non sempre mi sfogo con loro, ma spesso preferisco il mio diario, il mio compagno di viaggio: è come se vivessimo insieme la nostra vita. Quando scrivo, i problemi scompaiono almeno per un po’, mi sento più ascoltata e accolta. Sto meglio.
Molto spesso, soprattutto in questo periodo, mi sento un vuoto nel petto, un buco nello stomaco; come quando hai fame e senti che ti manca il cibo. Ecco, a me manca qualcosa, anzi, qualcuno.
Sicuramente quasi tutti hanno sperimentato questa sensazione in questa fase della nostra vita. Quando non riesco a sfogarmi con le persone, parlo con il mio diario di come mi sento a riguardo, ed è come se parlassi con qualcuno. Non solo parlo dei miei problemi di vita, ma, parlo come se io stessi parlando con una persona specifica, e scrivo come parlerei a quella persona. A volte rileggo tutti i miei pensieri passati, e mi rendo conto di come io sia stata stupida a rimanere nel passato senza concentrarmi sul presente, perdendo occasioni importanti. Questa mancanza, influisce non solo sulla salute mentale, ma anche su quella fisica, perché a volte è come se non avessi appetito e non riuscissi a mangiare, e sul profitto scolastico, perché soffermandomi sui pensieri negativi, non riesco più a studiare regolarmente e vedo la differenza dei voti nuovi rispetto a quelli precedenti.
Per fortuna ho risolto il problema che riguarda la vita sociale: per qualche settimana, infatti, non sono uscita e non sono riuscita più a parlare nemmeno con le persone che mi sono più care, ma ora ho superato questa fase e sto riprendendo i rapporti con le persone e la vita sociale.
Ho provato tanto e in infiniti modi a far ritornare quella persona, non ci riesco.
“Purtroppo, sarà difficile accettarlo ma con il tempo il dolore passerà.” È quello che mi ripeto sempre ma alla fine il vuoto nel petto non passa mai. Io però non mollo e so che riuscirò a guardare di nuovo al presente.
Chiara Cavone